Camerieri o piloti?

Parliamoci chiaro, non c’e’ niente di peggio per un pilota, di qualsiasi categoria, degli ordini di scuderia.

Quando il rumore gracchiante della radio ti dice che devi far passare il tuo compagno di team. E’ una coltellata all’animo corsaiolo di ogni pilota e, se qualcuno di voi che legge ha avuto un minimo di esperienza nel mondo dei motori, sa di cosa stiamo parlando.

Ma e’ anche la dura realta’ dei fatti nel mondo della Formula 1 in quella che e’ l’eterna dicotomia tra pilota e team.

Forse la cosa si risolvera’ se un giorno, invece che di due monoposto per team, ne corresse solo una. Allora e solo allora, avremmo la perfetta identificazione tra pilota e team.

Quello che e’ successo a Sochi e’ l’ennesima riprova della crudele realta’ degli ordini di scuderia. Ma apre anche un altro dibattito.

Non solo la castrazione metaforica del pilota, ma anche la privazione dello spettacolo e l’uccisione della Formula 1 come storia.

Quali sono alcune delle maggiori e piu’ incredibili memorie della Formula 1? Ovviamente i duelli tra compagni di team. Pironi e Villeneuve ad Imola nel 1982, le sportellate tra Senna e Prost ed in tempi piu’ recenti i duelli tra Vettel e Webber e Rosberg ed Hamilton.

Nel momento in cui il tuo maggiore nemico nel raggiungimento del’obiettivo ultimo e’ il tuo compagno di squadra, ecco che lo spettacolo si eleva, ecco che arriva il massimo duello ad armi pari, ecco si crea la storia e in alcuni casi la leggenda della Formula 1.

Per favore non toglieteci la storia.

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