1994 Gran Premio del Brasile

1994. L’anno maledetto della Formula 1. L’anno maledetto che si porto’ via Ayrton Senna e Roland Ratzenberger.

Tutto comincio’ in Brasile, per quella che fu la prima gara del campionato. C’erano tante novita’ in griglia: la piu’ importante fu che Senna ando’ via dalla McLaren per approdare alla Williams, prendendo il posto dell’arci rivale Prost in un team che aveva dominato gli ultimi due anni della Formula 1. Ma fu anche l’anno del divieto dei dispositivi elettronici che tanto avevano aiutato la Williams nel 1992 e nel 1993. Addio sospensioni elettroniche, addio controllo della trazione e cosi via e dentro il rifornimento e cambio gomme, il tutto per migliorare lo spettacolo (Suona familiare vero?)

Il risultato avrebbe dovuto essere quello di rimettere al centro della Formula 1 il pilota. Il risultato finale fu invece una situazione dove le monoposto erano diventate molto piu’ instabili e meno sicure e Jos Verstappen ci manco’ poco che finisse arrosto ad Hockenheim quello stesso anno.

Tutti davano per scontata una vittoria finale di Senna. La macchina migliore, il pilota migliore. Ma in Brasile, a casa sua, Ayrton dovette fare i conti con un pilota tedesco, che gia’ l’anno prima, aveva dimostrato di saperci fare e che inevitabilmente aveva portato a delle scintille tra i due (vi ricordate Magny Cours 1992?): Michael Schumacher.

Le qualifiche per la prima gara della stagione furono una passeggiata per Ayrton Senna e la sua Williams. Pole. Senza troppi problemi. Ma subito dietro di lui, c’era il tedesco della Benetton ed in terza posizione la Ferrari di Alesi. Una Ferrari, disegnata da John Barnard, che aveva tirato fuori un telaio migliore della terribile monoposto dell’anno prima. A casa della Rossa fu invece Berger ad avere dei problemi al motore, cosa che lo porto’ a qualificarsi solamente diciassettesimo. Le sorprese delle qualifiche furono: Gianni Morbidelli sesto con la Footwork Ford e ed il debuttante Frentzen con la Sauber motorizzata Mercedes al quinto posto.

Arriva la domenica del Gran Premio e come c’era da aspettarsi, ogni volta che Senna correva in Brasile, le tribune erano piene, il tifo alle stelle. L’eroe di tutti i brasiliani correva in casa.La partenza fu come previsto a favore di Senna. Schumacher fece slittare le ruote e scivolo’ in terza posizione, dietro la Ferrari di Alesi. Giovannino pero’ fu in grado di tenere dietro la Benetton sono per meno di due giri. Talmente tanta era la superiorita’ del telaio della Benetton che Schumacher riuci’ a passare il francese della Ferrari senza troppi problemi. Ed ora era venuto il momento di dare la caccia a Senna.

 

Degli altri piloti, spettacolare fu la partenza di Berger con la seconda Ferrari, ma anche qui la gloria duro’ poco. La Ferrari numero 28 dell’austriaco infatti si ritiro’ dopo qualche giro, ancora una volta per problemi al motore. Le ottime qualifiche di Morbidelli durarono poco in gara, anche lui si ritiro’ per problemi al cambio.

Dopo i primi 15 giri era chiaro che la gara era una faccenda privata tra Schumacher e Senna e, stando cosi le cose, le uniche variabili che avrebbero potuto cambiare le carte in tavola erano i rifornimenti o qualche errore di uno dei due piloti. C’era pero’ un’altra variabile che entro’ in gioco: la Benetton si dimostro’ superiore nel consumo delle gomme ma soprattutto il motore Ford era nettamente piu’ parco di benzina del motore Renault della Williams.

La svolta avvenne al giro 21. Senna entra ai box, seguito a ruota da Schumacher. Ma per la sorpresa di tutti e con grande disappunto del pubblico brasiliano, il pit stop della Benetton fu piu’ veloce. Schumacher usci’ dai box in testa e comincio’ a dettare un ritmo che la monoposto di Senna non riusci’ a tenere.

Al giro 35 , avvenne quello che fu una sorta di tragica anteprima della stagione. La Mclaren Peugeot di Brundle ebbe un probema meccanico e comincio’ a rallentare. Bernard con la Ligier, appena doppiato da Brundle esito’ a ripassarlo. Irvine con la Jordan li passo’ entrambi, non rendendosi conto Verstappen con l’altra Benetton stava facendo la stessa cosa. La mossa del pilota irlandese spinse Verstappen con la ruota posteriore sinistra sull’erba facendogli perdere la tenuta e iniziando una carambola che vide il pilota olandese volare via e colpire con una ruota il casco di Brundle. Fu solo un miracolo che nessuno usci’ da quel terribile incidente con conseguenze peggiori. Ad avere la peggio fu proprio Brundle, che si ritrovo’ con una commzione cerebrale e che a stento riusci’a tornare a piedi ai box.

Per aver creato quell’incidente, Irvine ricevette un gara di squalifica, aumentata a tre dopo che la Jordan aveva presentato ricorso.

La svolta della gara arrivo’ al giro 56: la Williams di Senna arrivo’ di traverso alla curva Juncao e si fermo’. I disperati tentativi del brasiliano di far ripartire la Williams non funzionarono. Gara finita ed addio podio.

La gara la vinse la Benetton Ford di Schumacher: un vero trionfo per il tedesco ed una soddisfazione immensa battere Senna a casa sua. Il campionato non poteva cominciare nel migliore dei modi. Seconda l’altra Williams di Damon Hill e terza la Ferrari di Giovannino Alesi, entrambi doppiati.

Il campionato del 1994 aveva tutti i presupposti per proporre un altro epico duello dopo quella tra Senna e Prost. Questa volta tra Senna e Schumacher. Ma purtroppo le cose andarono diversamente e quella fu l’ultima volta che il leggendario pilota brasiliano corse a casa sua.

 

 

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