Ferrari: Race to Immortality

Se c’e’ una cosa sbagliata in questo ultimo documentario dedicato alla Ferrari, e’ forse proprio il titolo. Piu’ che una corsa verso l’immortalita’, l’ultima opera di David Meadows e’ soprattutto un omaggio ai cinque piloti che contribuirono a costruire la leggenda della Rossa a partire degli anni ’50.

Mike Hawthorn, Peter Collins, Luigi Musso, Eugenio Castellotti e Alfonso De Portago sono i veri protagonisti del film. Si ripercorre la loro storia, i trionfi, le tragedie e quel rapporto speciale che tutti e cinque ebbero con il Grande Vecchio.

Se vale la pena di vederlo? Indubbiamente. La qualita’ e la ricerca del materiale storico fatta dagli autori e’ eccezionale, con filmati d’epoca ed immagini crude che, come nel caso della tragedia di LeMans del 1955, solo piuttosto forti. Non mancano anche contribuiti personali importanti di gente che ha corso contro i piloti della Ferrari di allora, come Tony Brooks o contributi personali come nel caso della moglie di Peter Collins.  Lo consigliamo soprattutto agli appassionati di Formula 1 piu’ giovani o a coloro che si avvicinano alla F1 per la prima volta. Il film, infatti, fornisce un’idea molto chiara di quella che era la realta’ di quegli anni e soprattutto contribuisce a comprendere le differenze tra la F1 di allora e quella di oggi.

Enzo Ferrari? Non ne esce sempre molto bene, soprattutto ne viene fuori la sua controversa personalita’ e quel rapporto molto particolare che ebbe sul piano umano con tutti i suoi piloti.

Molto attaccato a Peter Collins, rapporto combattutto con Hawthorn e quella sempre speciale relazione con gente come Castellotti e Musso.

Da non perdere.

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