Lotus 79: la Freccia Nera

Quando Colin Chapman, Tony Ruud e Peter Wright diedero un’occhiata ai tempi della Lotus 79 durante i test invernali al Paul Ricard, non crederono ai loro occhi. Con il solito sorriso da marpione tipico di Chapman, si resero immediatamente conto che avevano tra le mani una monoposto vincente.

Ma Colin Chapman si era reso conto di essere sulla strada giusta l’anno prima, con la Lotus 78. Era solo ora una questione di migliorarla e soprattutto eliminare quelli che erano i due problemi principali della Lotus 78: la grossa ala posteriore che la rendeva lenta sui circuiti veloci ed il cambio, che si era rotto troppe volte durante il campionato del 1977.

Ma quali erano le differenze tra la Lotus 78 e la 79? Per rispondere a questa domanda bisogna partire dalla progettazione della Lotus 78, anche se non lo faremo qui. Magari ne parleremo in un’altra storia. Il concetto fondamentale era quello della ricerca del cosiddetto “effetto suolo”. Mentre quasi tutti gli altri team di F1 di quel tempo cercavano l’effetto suolo usando l’ala posteriore, Chapman, prendendo spunto dalla sua ossessione per gli aereplani, cerco’ di ricreare lo stesso effetto sulla Lotus, tenendo conto del fatto che ovviamente la monoposto doveva essere attaccata per terra e non volare via.

Ronnie Peterson e la Lotus 79

Il primo passo fu quello di riprogettare il fondo piatto ed il secondo quello di rivedere le pance laterali della Lotus. Il risultato fu la famosa ala invertita che ricopriva praticamente tutto il fondo piatto ed il secondo fu quello di installare una grossa ala posteriore per migliorare l’aereodinamica. Il tutto accompagnato dal solito Ford Cosworth che si era rivelato sempre affidabile.

Risultato? Cinque vittorie nel campionato del 1977. Ma cosa mancava? Mancava la velocita’ nel rettilineo. Tanto forte era l’effetto suolo creato, che la Lotus 78 era invariabilmente lenta, ma volava in curva.

Il trio della Lotus si rimise al lavoro verso la fine del 1977 per mettere a punto la Lotus 79. La prima modifica fu l’eliminazione dei tre serbatoi di benzina della 78 a favore di un unico serbatoio, avendo come obiettivo quello di migliorare la distribuzione dei pesi. Seconda modifica fu quella di estendere il fondo piatto della 79 oltre la parte anteriore delle ruote dietro. Quello elimino’ un problema della 78 che era quello di avere il centro di gravita’ troppo spostato in avanti. Questo porto’ all’eliminazione della grossa ala posteriore a favore di un ala piu’ piccola che immediatamente risolse il problema della velocita’ in rettilineo. Le sospensioni furono ridisegnate per accomodare il nuovo fondo piatto ed anche le due pance laterali furono ridisegnate.

La Lotus 79 fu portata in pista per la prima volta nell’inverno del ’77 sulla pista del Paul Ricard. A parte i tempi stratosferici, si presento’ un altro problema: la monoposto generava talmente tanta trazione da mettere sotto serio stress il pianale della monoposto. Si dovette tornare in fabbrica per rinforzare il telaio.

L’ultima grossa novita’ della 79 fu l’introduzione delle minigonne. A dire il vero le minigonne le aveva anche la 78, solo che erano di gomma e servivano soprattutto per nascondere il design del fondo piatto. Nella Lotus 79 invece furono usate come appendice aerodinamica per ridurre i flussi di aria laterali, generando ulteriore trazione e rendedo la Lotus 79 praticamente imbattibile.

Mario Andretti e Colin Chapman – Monza 1978

A causa delle modifiche dovute dopo i test del Paul Ricard, Chapman fu in grado di presentare la Lotus 79 solo dopo il Gran Premio del Belgio. E di li’ in poi non ci fu piu’ storia. Una serie infinita di 1-2 da parte di Andretti e Peterson portarono al team di Chapman il campionato costruttori ed il campionato piloti per lo stesso Andretti.

Colin Chapman

Purtroppo l’anno di gloria di Chapman e della sua Lotus 79 fini’ in tragedia, con la scomparsa del grandissimo Peterson, dopo la famosa e triste carambola del Gran Premio d’Italia a Monza.

Questo non tolse nulla al fascino ed alla bellezza della Lotus 79, una delle icone della Formula 1 di tutti i tempi ed una pagina gloriosa dell’accoppiata nero Lotus e oro della John Player Special.

 

 

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