1974 Gran Premio d’Argentina

Il 1974 non fu un anno facile per il mondo dei motori. La crisi petrolifera si era portata via il Rally di Montecarlo e Watkins Glen si era portato via Francois Cevert. Era anche l’anno di “Selling England By The Pound”dei Genesis e tutto il resto del mondo rendeva onore a “The Dark Side of The Moon” dei Pink Floyd, almeno per chi amava ed ama un certo genere musicale.

Il 1974 segna anche l’arrivo in quel di Maranello di un signore che rivestira’ un ruolo fondamentale nella storia della Scuderia Ferrari: Luca Cordero di Montezemolo. Il perche’ ed il per come Montezemolo arriva a Maranello saranno oggetto di una storia a parte.

Ma a Maranello arriva anche un altro personaggio che avra’ un ruolo importante nella storia della Ferrari nella seconda meta’ degli anni ’70: Niki Lauda. La Ferrari aveva bisogno di aria nuova e cosi’, insieme a Lauda e Montezemolo, arriva anche un altro signore ex BRM: Clay Regazzoni.

Clay Regazzoni – F1 Argentina 1974

Non furono gli unici cambiamenti che segnarono l’avvio della stagione del 1974. Alla Tyrrell del boscaiolo Ken era cambiato tutto. Jackie Stewart si era ritirato e purtroppo sappiamo tutti cosa successe a Cevert. Dentro quindi una line-up tutta nuova con il sudafricano Jody Scheckter ed il francese Patrick Depailler. Alla McLaren si tennero il buon vecchio Hulme, questa volta affiancato da Emerson Fittipaldi, in fuga dalla Lotus. Sempre alla Lotus invece era rimasto l’altro nascente Ronnie Peterson, al quale fu affiancato Jacky Ickx, andato via dalla Ferrari.

Praticamente solo Peterson, James Hunt, Hulme e Carlos Reutmann furono gli unici che non cambiarono casacca. A proposito di Carlos Reutmann. Il pilota argentino cominciava in casa il campionato di F1 con una Brabham motorizzata Cosworth. In realta’ la monoposto non era niente di speciale, ma il fatto di “giocare” in casa, su una pista che conosceva benissimo, gli dava non pochi vantaggi, anche se la pista non era piu’ la classica a 9 curve, ma la nuova configurazione a 15 curve cosa che porto’ ad un circuito piu’ lungo di circa 3 Km.

Le qualifiche furono una faccenda privata tra la Lotus di Peterson e la Ferrari di Regazzoni. Lo svedese si piazzo’ in pole position con un tempo di 1:50.78, mentre Regazzoni registro’ il secondo tempo con 1:50.96. In seconda fila si piazzo’ la McLaren di Fittipaldi e a sorpresa la Shadow di Revson. Terza fila per il beniamino di casa Carlos Reutmann mentre solo ottavo Niki Lauda con l’altra Ferrari.

La gara fu un monologo del beniamino di casa, ma soprattutto fu una serie continua di problemi meccanici, cosa di cui non ci si deve sorprendere. Se pensiamo che il problema dell’affidabilita’ e’ un punto interrogativo enorme durante le prime gare del campionato di F1 di questi giorni, possiamo solo immaginarci cosa fosse piu’ di quaranta anni fa.

Alla partenza subito un incidente. Nel, vano, tentativo di fermare una partenza a razzo di Hunt, Regazzoni entro’ in contatto con la Shadow di Revson. Risultato: Peterson che vola via in prima posizione, seguito a ruota da Reutmann, Hunt e Fittipaldi. Le due Shadow, che tanto avevano fatto bene in qualifica, entrambe fuori alla prima curva. Regazzoni fuori pista, ma senza danni che si trova a rimontare dalla ventesima posizione o giu’ di li.

Carlos Reutmann – Argentina 1974

La prima vittima illustre di problemi tecnici fu proprio Peterson. Problema ai freni. Seguito subito dopo da Fittipaldi, con un problema al motore. Insomma dopo pochi giri, Reutmann, con una Brabham tutt’altro che decente, si ritrova in prima posizione. Il pubblico letteralmente impazzito. Ci rimarra’ per una cinquantina di giri, durante i quali domina la gara e tutti attorno a lui cominciano a ritirarsi o ad avere problemi tecnici. Anche Hunt non e’ da meno: problema alla frizione.

A pochi giri dalla fine, la Brabham di Reutmann comincio’ a rallentare. Dapprima si penso’ ad un normale rallentamento per non mettere sotto sforzo la monoposto, ma ben presto la dura realta’ per lui e per il pubblico venne fuori: la Brabham stava finendo la benzina ed era solo questione di poco prima che si fermasse. Per una triste beffa del destino, che accompagnera’ tutta la carriera del Gaucho triste, la monoposto si ferma ad un giro dalla fine. La gara la vince il buon vecchio Hulme con la McLaren, mentre si piazzano secondo e terzo le due Ferrari, rispettivamente con Lauda e Regazzoni, quest’ultimo protagonista di una rimonta strepitosa.

Alla gara parteciparono 26 monoposto. Ne arrivarono alla fine solo 11.

 

 

 

 

 

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